Cultura

Amilcare Rambelli

Biografia dell'artista        Visita la galleria virtuale

Amilcare RambelliAmilcare Rambelli, milanese di nascita è di origini teramane, essendo la madre di Teramo e, forse, anche il nonno, del quale prende il nome. Egli rimane legato alla sua terra di origine, affettivamente e artisticamente per tutta la vita. Sposò una teramana la dolce signora Elisa Andreoni, preziosa collaboratrice, durante tutta la sua vita, e custode fedele della sua opera, e vigile e diligente vestale, che ancora oggi alimenta la fiamma del suo ricordo e della sua immagine.

Con lei avevamo programmato negli anni novanta una grande mostra antologica da tenersi a Teramo nelle sale del palazzo di giustizia, sapientemente ristrutturato dall’amministrazione D’Ignazio, e destinato, allora, a museo e a mostre temporanee di prestigio. Successivamente la mostra si sarebbe trasferita a Milano, nelle ampie sale della Galleria “Permanente”, che aveva dato la sua disponibilità.

Gli sconvolgimenti politici, giudiziari e amministrativi, che, in quel periodo produssero cambiamenti drammatici e inquietanti in Abruzzo e in Italia, ci impedirono di realizzare il nostro progetto, che abbiamo ripreso e vogliamo portare avanti grazie anche alla collaborazione di Elisa e di suo fratello Filippo Andreoni.

E’ il giusto omaggio della Banca di Teramo, che ha tra le sue finalità il ricordo e l’esaltazione di tutti coloro che hanno ben rappresentato e dato lustro alla nostra terra. Rambelli è un grande artista del nostro tempo, che non ha mai dimenticato le sue origini e che da esse ha tratto forza ed ispirazione. Nella sua terra ha trovato un rifugio sicuro, nei momenti difficili, per sfuggire al dramma e ai pericoli della sanguinosa guerra civile, che imperversava a Milano negli anni 1944/1945.

E nella sua terra d’origine torna ancora negli anni 50, dopo alcune esperienze di lavoro a Milano dove ha eseguito caricature “nell’Illustrazione Italiana”, disegnato copertine e illustrato libri. Risiede a Teramo dal 1950 al 1955 e a Castelnuovo fino al 1959. Rambelli era d’accordo con il filosofo Bobbio , scomparso proprio in questi giorni, che diceva: “E’ bene mantenere le proprie radici, guai agli sradicati.

Le radici si hanno nel paese d’origine, nella terra, non nel cemento della città”.
Teramo stava affrontando, con estrema tenacia e con qualche successo, l’esaltante scommessa della ricostruzione alla quale partecipava tutto il popolo, in uno sforzo esemplare di solidarietà, tutto teso a superare gli orrori e le immani distruzioni di una guerra perduta.

Rambelli vi trova il clima ideale per sviluppare il suo interesse alle tematiche e alle problematiche sociali e civili e nel campo dell’arte per un impegno di elevato valore artistico e poetico, raggiungendo traguardi ambiziosi con un’attenzione particolare ai valori materici. La vicinanza a Castelli accende il suo interesse per la ceramica. Con la creta, materia umilissima, nobilitata dai grandi Maestri della Ceramica Castellana, realizza molte opere.

Luciano Caramel, autore di pagine molto belle sul nostro Rambelli, che ha curato il commento critico a questa mostra, nel 1962, subito dopo il ritorno a Milano scrisse: “ Rambelli apre la prima personale milanese nella galleria Prader presentando opere in terracotta in cui le strutture organiche si sviluppano nell’apparente informalità della materia.”

In Abruzzo, Amilcare, aveva esposto per la prima volta le sue opere nel 1953 nelle sale del Circolo teramano e del circolo della stampa. Nel 1956 aveva partecipato al premio Marsica di Avezzano e, nel 1957, al premio Michetti, di Francavilla. Neanche dopo il suo trasferimento a Milano viene meno l’ interesse per la nostra terra, dove aveva sperimentato le sue prime ricerche pittoriche e dove è stato presente in diverse mostre.

Infatti nel 1965 partecipa all’Aquila alle “Alternative Attuali” la grande mostra riservata ai giovani artisti più promettenti e organizzata, in modo esemplare, da Enrico Crispolti, autore di diversi saggi critici sul nostro scultore.

Egli partecipa anche alle edizioni del 1966/67 delle Alternative Attuali, pur essendo ormai diventato un artista affermato, che espone nelle mostre più note in Italia e in Europa.

L’ultima mostra a lui dedicata, dall’Associazione Teramo Nostra risale al 1997. Sono quindi maturi i tempi per dedicargli una mostra antologica completa in questa nostra sala prestigiosa dove esporremo le principali opere di tutti i periodi della sua breve ma intensa attività artistica.

Le opere presenti nella galleria virtuale sono:

  • Bronzetto (1996) - Bronzo, 1966, cm. 40x44x45
  • Caleidoscopio (1973) - Bronzo - acciaio, cm. 25x82x40
  • Figura (1973) - Tecnica mista su tela, cm. 80x60
  • L'attesa (1954) - Olio su tela, cm. 100x70
  • Pagina di diario (1972 - 73) - Tecnica mista su tela, cm. 100x70
  • Progetto abitato (1973) - Bronzo - ferro, cm. 100x70x25 (pezzo unico)
  • Progetto abitato (1973) - Bronzo - ferro, cm. 85x100x30 (pezzo unico)
  • Scultura (1968) - Bronzo, plexiglas-ottone-formica, cm. 150x50x60
  • Scultura (1971) - Disegno su carta-ritagli-plexiglas-ottone, cm. 170x40 (pezzo unico)
  • Senza titolo (1974) - Tecnica mista su tela, cm. 60x80
  • Senza titolo (1975) - Tecnica mista su carta, cm. 100x70
  • Senza titolo (1975) - Acrilico e chine colorate su tela, cm. 60x80