Cultura

Manolis Tzombanakis

Biografia dell'artista        Visita la galleria virtuale

Manolis TzombanakisLa Fondazione Crocetti si appresta ad ospitare nei locali del museo di Via Cassia le opere in bronzo e su carta di Manolis Tzombanakis, scultore e pittore greco formatosi in Italia alla scuola del Maestro Venanzo Crocetti.

Il Prof. Crocetti aveva grande stima e considerazione del giovane Manolis al quale era legato anche da sentimenti di amicizia. Me ne parlò la prima volta nel 1966 come di un giovane molto promettente che aveva frequentato le sue lezioni all'Accademia di Belle Arti di Firenze che poi si era trasferito con lui all'Accademia di Belle Arti di Roma.

Cosa inusuale e rarissima mi aveva proposto di acquistare alcuni schizzi e disegni del giovanissimo Tzombanakis. La proposta mi sorprese molto perché usciva fuori completamente dagli schemi abituali, dal modo di pensare e di agire del Maestro, ma il calore che mise nella perorazione per Manolis mi incuriosì tanto che senza vederli acquistai i disegni che mi aveva proposto e chiesi al Maestro di conoscere il giovane artista. Più volte nelle nostre conversazioni tornava il discorso su Manolis Tzombanakis, che nel frattempo aveva ottenuto ottimi successi sia in Italia che nella sua patria, la Grecia. Ho visto sue belle sculture collocate, a cielo aperto, ad Atene ed in alcuni località delle isole di Creta e di Cipro, e ve ne sono ancora in altre città greche. Ad Arcanes, graziosa cittadina dell'Isola di Creta ha allestito il suo studio ed una interessante mostra permanente delle sue opere in una grande sala cinematografica trasformata da lui con una sapiente opera di restauro e di adattamento. E suggestiva la visione delle sue opere affogate in un mare di luce.

Ci ha sempre unito la comune amicizia con il Maestro Crocetti che ci onorava del suo affetto e della sua stima. Oggi Crocetti sarebbe stato felice di vedere tante opere belle ed importanti in bronzo, legno, su carta ed altri materiali frutti di 40 anni di attività creativa del suo allievo prediletto.

Antonio Tancredi
Presidente Fondazione Crocetti

Quaranta anni di attività artistica di Manolis Tzompanakis

Nella personale di Manolis Tzombanakis (Canea, Creta 1943), organizzata in collaborazione dalla Banca di Teramo e dalla Fondazione Museo Venanzio Crocetti, vengono ripercorsi quaranta anni di attività dell’artista cretese, attraverso Disegni, Xilografie, Bozzetti e Statue alcune delle quali esposte permanentemente nelle piazze di città greche.

Lo scultore apprende i rudimenti tecnici nella bottega da ebanista del padre e all’inizio degli anni Sessanta decide di trasferirsi in Italia per approfondire la conoscenza della cultura di questo paese. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Firenze dove segue i corsi di scultura del maestro Crocetti (Giulianova, Teramo 1913 – Roma 2003) e poi lo segue nella capitale. Nel 1964 si diploma in Scultura discutendo una tesi sulla ceramica cretese e qualche anno dopo diventa assistente della stessa cattedra.

L’influenza della scultura greca e italiana porta Manolis Tzombanakis alla realizzazione di particolari opere, che a volte nei titoli tradiscono le sue radici culturali e nell’elaborazione rivelano la conoscenza del futurismo.

Enrico Crispolti (Roma 1933, storico dell’arte e Professore di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena), che ha curato il catalogo della mostra precedentemente allestita a Roma, parla di un principio “analitico” a fondamento dell’immagine figurale dell’artista greco definendone la poetica. Manolis Tzombanakis trae spunto per le sue opere sia da figure tratte dal vissuto quotidiano -“Cittadini” 1978 - che dall’humus della mitologia -“Centauro”, 2001 - .
L’artista fa nascere le sue sculture da un sapiente e minuzioso studio, che si rivela prima nella pianificazione del lavoro, testimoniato dalle armature, dai disegni e dalle Xilografie - “Ikaros”, 1987 - . Una lenta e attenta manualità lo porta poi a ricostruire le immagini nei suoi volumi - “Lezione di Danza”, 2007 racchiude ben otto mesi di lavoro - . L’indagine “analitica” investe la figura nella sua essenzialità strutturale ricomponendola, ma evitando una pura rappresentazione naturalistica.

Manolis Tzombanakis nelle sculture della prima fase - dagli anni Sessanta ai primi anni Ottanta - utilizza un materiale insolito, il cemento armato, nobilitandolo e colorandolo con pietre e polveri. Le sculture evidenziano la dinamicità della linea delle armature che inizialmente tendono ad intersecarsi e a creare superfici e piani spigolosi - come in “L’uomo della fabbrica” 1967 - . Successivamente il piano spaziale si allunga verticalmente, rivestendo l’immagine quasi dall’alto in basso e dando luogo così ad una maggiore estensione e fluidità della superficie, prodotta dalla colata e delimitata da linee sinuose.

Nella fase successiva - dagli anni Ottanta ad oggi - predilige il legno, materiale duttile che permette di rendere tridimensionale la sua volontà di riscrivere le immagini, alludendo ad un pentagramma musicale, fatto di note e spazi vuoti, nell’intento di restituire l’armonia di un’immagine evanescente, quasi molecolare, impregnata di lirismo - “Ikaros” 1987 - , traduzione di una sembianza umana trasfigurata, capace però di evocarne sentimenti, passioni ed istinti – “Danza erotica” 1997 - .

Cronologicamente conclude l’esposizione la rappresentazione della “Cascata”, opera del 2007, in cui è possibile rilevare il corto circuito creato dall’antichità del materiale - una trave del Quattrocento - riutilizzato e trascritto in un linguaggio personale, rivolto a rendere visibile la fluidità dello scorrere dell’acqua.

Manolis Tzombanakis ha allestito una mostra permanente ad Arcanes, Creta, ristrutturando un vecchio cinema al quale sottrae un’intera parete ricostruendola in cristallo. Un’enorme flusso di luce mediterranea invade lo studio, creando un’atmosfera nella quale nuotano e affogano le sue sculture. Oggi vive tra l’Italia e la Grecia, proseguendo la sua attività artistica.
 

Francesca Mosca

Le opere presenti nella galleria virtuale sono:

  • Bozzetto per la Città di Erakion (1979 - 1982)
  • Bucefalo (1971) - cm. 43x40x15
  • Danza al chiaro di luna (1987) - Legno, cm. 200x100x0,10
  • Danza erotica - Disegno
  • Danza in coppia (2006) - Legno, Ø cm. 220x0,15
  • Danza ovale (1996) - Legno, cm. 0,95x0,55x0,20
  • Donna allo specchio (1984) - Legno, cm. 63x40x20
  • Danna all'autobus (1977) - Bronzo, cm. 100x40x28
  • Ikaros (1987) - Legno, cm. 260x200x100
  • La fuga (1993 - 1997) - Cemento armato, cm. 600x250x160
  • Missolungi (1976) - Cemento armato, cm. 60x50x35
  • Omaggio a Cipro (2003) - Legno, cm. 35x25x10
  • Omaggio a Kazanzakis (1978 - 1982) - Cemento armato, cm. 220x330x100
  • Omaggioa a Maria Callas (1984 - 1985) - Legno, cm. 250x80x60
  • Piccador (1999) - Legno, cm. 220x110x15
  • Politechnion (1977) - Bronzo, cm. 90x60x40