Picasso
e le sue ceramiche
Il nome e l'opera di Picasso hanno sempre esercitato su di me un grande fascino.
Per genialità, per longevità e per talento pittorico è certo l'artista più famoso e conosciuto del XX secolo.
Nei frequenti viaggi a Barcellona, Madrid, e Parigi ecc., ho avuto la possibilità di ammirare le più belle opere del periodo "azzurro" e di quello "rosa" e la famosissima "Guernica", la rappresentazione più alta e più drammatica degli orrori della guerra civile spagnola.
Al Moma di New York ho conosciuto Picasso "cubista", una mostra interessantissima di decine di sue opere affiancate da quelle di Braque: un confronto fra giganti della pittura. Per oltre tre ore passai da un'opera all'altra, affascinato, in mezzo ad una calca impressionante di visitatori curiosi e frettolosi, a contemplare e confrontare le opere dei due grandi artisti.
Ho ammirato tante pitture e sculture e disegni di Picasso, il più eccelso dei disegnatori ma non conoscevo le opere in ceramica.
Mentre visitavo il Museo di Hakone vicino a Tokio, con grande sorpresa trovai in una sala centinaia di sue opere di ceramica esposte nelle vetrine. Fu per me una rivelazione, passai l'intera giornata ad ammirare vasi, piatti, ampolle, anfore, chicchere e bricchi: una fantasia sfrenata nelle forme, nel disegno e nei colori. Ho ripensato a quelle ceramiche dopo le mostre, organizzate da noi, nel 2005-2006 delle maioliche di Castelli a Roma, Teramo, Castelli e all' Ermitage di San Pietroburgo.
Teramo una delle capitali della maiolica artistica non poteva ignorare l'opera del grande pittore spagnolo e, per il decennale della banca gli abbiamo voluto rendere omaggio con questa mostra. Mi sono stati di grande aiuto gli amici Alfredo e Teresita Paglione che mi hanno fatto conoscere il Sig. Pedro Serra, Presidente del Museo Es Baluard di Mallorca e giornalista, editore e fine collezionista d'arte.
Egli ha messo a nostra disposizione molte opere del museo di Mallorca e della sua collezione privata. Gliene sono molto grato.
Picasso arriva alla ceramica molto tardi, nel 1946 a Vallauris e se ne innamora. Ne studia le tecniche di cottura, si appropria dei vari segreti, ne impara il linguaggio e si esprime con grande competenza di ingobbi, ossidi, smalto cotto e crudo e opaco e di piombo e di solfuro e di cottura refrattaria e a fiamma libera, termini che ho ritrovato frequentissimo nel linguaggio nei nostri ceramisti di Castelli.
La ceramica è per Picasso la sintesi della scultura e della pittura, del volume e della superficie. Le tecniche, la grande capacità e versatilità nel disegnare, l'estro poetico e la ricchissima fantasia gli consentono di creare con la creta nuove forme armoniose, zoomorfe e antropomorfe e di decorarle con le figure dell'amata tauromachia e della mitologia, con fauni, uccelli e donne, tante donne, eleganti e belle.
Vi sono stati diversi contatti tra Picasso e il gruppo di artisti di Albissola: Sassu, Fontana, Fabbri ecc. che, nello stesso periodo nella cittadina ligure trasformavano la vile creta in pregiate opere d'arte. E’ lo stesso Fontana che ci descrive un incontro con Picasso. Fece da collegamento tra i due gruppi Tullio Mazzotti che conosceva già Picasso perché lo zio era "torniante" nella bottega di Vallauris.
On. Antonio Tancredi
Presidente della Banca di Teramo e di Ascoli
Le opere presenti nella galleria virtuale sono:
