Da Castelli all'Ermitage
Mostra dell'Antica Maiolica di Castelli
Da Castelli all'Ermitage, dalle falde del massiccio del Gran Sasso alle rive del grande fiume La Neva, dal piccolo paese sotto il monte Camicia alla grande metropoli San Pietroburgo, sede di uno dei più famosi musei del mondo, la mostra dell'antica ceramica.
A Castelli per tre secoli i grandi maestri hanno prodotto capolavori della ceramica, i Pompei, i Grue, i Gentili, i Lollo, i Cappelletti, i Fuina e tanti altri piccoli e grandi geni che creano uno stile inconfondibile, che esalta la bellezza, l'armonia dei colori e la perfezione della forma, caratteristiche queste, tipiche della scuola castellana che concorre autorevolmente a formare lo stile italiano.
A San Pietroburgo per circa due secoli pittori, scultori e architetti italiani lavorano e creano i grandi capolavori che migliaia di turisti ogni anno accorrono ad ammirare. I Rastrelli, padre e figlio, Trezzini, italiano del Ticino, Rossi, Quarenghi, Brenna, Rinaldi e tanti altri artisti italiani progettano e realizzano palazzi nobiliari, chiese e cattedrali e grandi edifici pubblici che si ispirano al Bernini e al Palladio e sono la più alta espressione del genio italiano.
E la prima volta che una raccolta di sessanta maioliche artistiche di Castelli viene esposta in una sala importante dell'Ermitage, e va a fare bella mostra di sé, vicino alle 35 opere di maiolica castellana, già esposte all'Ermitage e provenienti, per la maggior parte, dalla raccolta di M. P. Botkin. Verranno presentati rari esemplari del celebre repertorio Orsini-Colonna, splendidi corredi da farmacia, usciti dalla bottega Pompei, e delle maioliche in stile compendiario della categoria "Bianchi" e "Turchine"
Saranno esposte anche opere note dei Grue e dei Gentili di stile barocco, realizzate per alcune nobili famiglie italiane, insieme a raffinate maioliche "Rococò" della bottega di Gesualdo Fuina.
Per la prima volta arriveranno all'Ermitage mattonelle dello splendido soffitto maiolicato della cappella di San Donato, testimonianza di un'epoca in cui nella piccola cittadina abruzzese vi era un'atmosfera di geniale operosità che ha prodotto insigni capolavori nell'arte della ceramica.
Il Comitato Promotore, che, nel decorso anno, ha organizzato la mostra della maiolica castellana a Teramo, a Palazzo Venezia a Roma e a Castelli, si è assunto l'onere dell'organizzazione di questa mostra, nata nel 2003 da un accordo tra la Regione Abruzzo, il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero degli Esteri, nell'ambito delle celebrazioni del III centenario della nascita della città di San Pietroburgo.
Il Comitato Scientifico presieduto dalla Soprintendente Dott.ssa Anna Imponente è composto da eccellenti studiosi italiani, inglesi e russi. Il catalogo è stato curato dall'ottimo Vincenzo de Pompeis, erede della celebre famiglia Pompei di Castelli.
L'iniziativa ha trovato terreno fertile nel clima di grande collaborazione, sorto tra gli enti teramani e abruzzesi, convinti sostenitori e promotori dell'avvenimento di alto livello culturale. A loro va innanzitutto un grazie di cuore.
Il Comitato Promotore, esprime sentimenti di viva gratitudine al segretario Generale dell'Ermitage il Dott. Mikhail Piotrovsky, figlio e successore di Boris Piotrovsky, insigne scienziato, che ci onorò della sua amicizia, e organizzò, nel 1990, la mostra del Cavaliere della Pace e destinò una sala del museo alla mostra permanente di nove sculture e nove disegni di Crocetti. Un grazie di cuore al Dott. Sergej Androsov, capo del dipartimento scultura, a Elena Ivanova direttrice del settore maiolica, e ai musei e ai privati che hanno messo a disposizione le opere di loro proprietà.
On. Antonio Tancredi
Presidente del Comitato Organizzatore
C'è un punto di S. Pietroburgo dal quale si osservano le due sponde del fiume (la Neva) e le facciate dei palazzi che rendono omaggio a quel corso d'acqua che ha partorito la Città. Esattamente come il Tevere partorì Roma, la Senna Parigi e il Tamigi Londra.
Quella teoria di mura e finestre (con le tinte pastello con cui le hanno puntualmente rinnovate) sono un pezzo di storia della cultura mondiale. Le guide raccontano le storie dei palazzi senza grande passione: ma quando arrivano a parlare dell'Ermitage e degli architetti (italiani) che lo costruirono, tu capisci che il tono cambia ed il loro orgoglio è anche un omaggio alla terra che diede i natali ai progettisti di quelle splendide costruzioni.
Portare dentro quel Palazzo le Ceramiche di Castelli, in una mostra così importante e rappresentativa della parte più bella della produzione storica dei nostri ceramisti abruzzesi, è un capitolo rilevante del lavoro lento ma continuo di chi pensa che esportare cultura, buon gusto, eleganza, arte, maestria è un pezzo del nostro passaporto che ci dà libero accesso in ogni parte del mondo.
Il mio ringraziamento agli ostinati architetti di questa mostra, nasce da un sentimento d'orgoglio e da una certezza: spesso davanti ad una ceramica di Castelli sento una guida, oppure un ospite ripetere: Castelli è un piccolo centro di una piccola regione che si chiama Abruzzo.
Ogni volta che ascolto questo luogo comune guardo l'oggetto d'arte ed è come se sentissi rispondere da quel corpo apparentemente inanimato: ...piccolo sarà Lei.
Ogni volta che risuonerà questa semplificazione, spero che tutte le ceramiche della mostra possano rispondere in coro: piccoli sarete voi!
On. Ottaviano Del Turco
Presidente della Regione Abruzzo
Le opere presenti nella galleria virtuale sono:
